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Il Museo fu istituito dalla Amministrazione Comunale di Sarnano il 25 Febbraio 1987 in seguito all'acquisizione di un primo nucleo (460 pezzi) della raccolta del collezionista locale Mario Arrà. Incrementato nel 1993 con gli ultimi 57 esemplari della stessa raccolta e nuovamente nel 1995 con altre 323 armi destinate gratuitamente al Museo da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, esso rappresenta un caso emblematico della attenzione per la conoscenza e la tutela di oggetti di "arte minore" o "applicata". Concepito come "museo scientifico" finalizzato a mostrare l'evoluzione delle armi dal punto di vista tecnico, storico e artistico, esso comprende nella sua denominazione anche la caccia, dal momento che ospita non solo esemplari militari ma anche civili, armi utilizzate soprattutto nell'esercizio venatorio, inteso sia come momento ludico e agonistico sia come attività quotidiana necessaria al sostentamento. La collezione comprende armi bianche, corte, lunghe ed in asta del XVI e XVII secolo, corazza a maglia di ferro, armi da fuoco ad avancarica, civili e militari con meccanismi a miccia, a ruota, a pietra focaia ed a luminello, con fucili e pistole di transizione, con i diversi sistemi a retrocarica, a spillo, percussione anulare, percussione centrale. Le armi bianche, dal Settecento al XX secolo sono rappresentate da spade, daghe, pugnali, baionette anche da caccia, coltelli, lance da cavalleria. L'epoca dall'Ottocento ai nostri giorni è documentata da una panoramica dei sistemi di ripetizione e di armi automatiche. L'esposizione è completata da parti di equipaggiamento militare, uniformi, attrezzi di ricarica, arnesi da caccia, bombe, oltre che da esemplari di armi orientali ed africane.
da Monti Azzurri e Musei

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