|
Convento di S.Liberato
a 6 km
|
|
Una irreale atmosfera di serenità e di pace francescana aleggia immutata in questo luogo santo, come se il tempo si fosse fermato rispettoso ai margini delle selve che lo avvolgono e lo nascondono allo sguardo. Salendo di poco la costa del Monte si giunge ad un pianoro che sembra sconfinare nel cielo. Sono i Prati di San Liberato. In vicinanza, tra le trasparenze azzurre dei monti, s'intravvedono il paese di Monastero, antico romitaggio dei Benedettini o Camaldolesi, e la forra suggestiva dalla quale si ergono ancora "arroganti" i resti del Castello di Rocca Colonnalta. Da lì in un colpo d'occhio si domina tutta la Marca fino al mare. Il Convento di San Liberato fu fondato alle falde del Monteragnolo nell'anno 1274 dai Signori di Brunforte. In questo convento vennero traslate le spoglie del Beato Liberato da Loro che, abbracciata la regola di S. Francesco d'Assisi, si era ritirato in penitenza fino alla morte nell'eremo di Soffiano. La nuova chiesa fu chiamata S. Liberato e in questa chiesa furono sepolti anche i Beati Fra' Umile e Fra' Pacifico, i due frati compagni del Santo, protagonisti di due capitoli dei Fioretti di S. Francesco. Nell'anno 1330 i Brunforte vendettero alla Comunità sanginesina la montagna di Monteragnolo con le adiacenze, e così questo convento diventò proprietà del Municipio di San Ginesio, che nel corso dei secoli ne ebbe sempre una cura speciale. Attualmente vi risiedono i Frati Minori della Provincia Lauretana. |
|
Santuario dell'Ambro
a 21 km
|
|
Il Santuario Madonna dell'Ambro prende il suo nome dal vicino Torrente Ambro, è uno dei santuari delle Marche più antichi e più visitati (dopo Loreto). Definito anche la piccola Lourdes dei Monti Sibillini, è situato a 658 m di altitudine, incastonato tra Monte Priora e Monte Castel Manardo. Posto nel cuore del Parco dei Sibillini, in uno scenario di rara bellezza, consente allo spirito e al corpo, di trovare pace e ristoro. Il Santuario ha avuto origine dall' apparizione della Vergine ad una bambina di nome Santina sordomuta fin dalla nascita. In cambio delle preghiere e delle offerte di fiori che la ragazza era solita portare presso un'immagine della Madonna posta nella cavità di un faggio, la Santa Vergine le dette il dono della parola. |
|
Santuario di Macereto
a 35 km
|
|
Il Santuario di Macereto è un edificio di eccezionale interesse architettonico. Sorge sull'altopiano appenninico a circa mille metri di altezza, in un’ampio anfiteatro montuoso presso il castello dei conti di Fiastra, in comune di Visso, sulla strada percorsa dai pellegrini che dalla Sabina e dall'Abruzzo si recavano a Loreto. All’origine della nascita del Santuario, l’episodio di una statua lignea, diretta in Abruzzo, nel 1359, che si fermò nel luogo del santuario con i muli che non volevano procedere. Dopo una primitiva edicola, la statua fu sostituita nel secondo '400; il santuario fu costruito ad includere l’edicola nel primo ‘500. Il Santuario fu costruito sul modello bramantesco da Giovan Battista da Lugano (1528 – 1538) e alla sua morte qui avvenuta (si dice per un incidente occorso durante la costruzione del santuario), fu portato a termine entro il 1558 da maestri anch’essi provenienti da Lugano. Presenta una pianta ottogonale con tre ingressi; l’interno racchiude un oratorio del secolo XIV. Qui si conserva una statua lignea della Madonna (sec. XV) ora nel Museo pinacoteca di Visso. Il gruppo ligneo, onorato da molti pellegrini, fu riprodotto in molte chiese del vissano e del camerinese. Anche il santuario fu imitato da varie chiese a pianta centrale. |
|
Caldarola
a 18 km
|
|
Il castello Pallotta dà volto non dimenticabile a tutto il paese. Dall'alto del colle si impone con l'armonia di una costruzione nata per dovizioso godimento rinascimentale. Prese il posto delle modeste abitazioni dove una volta aveva dominato il " castrum " feudale.
Non si hanno notizie certe sulla nascita di questo castello. Se ne fa cenno per la prima volta in un documento dell'anno 875 con il quale l'imperatore Ludovico II lo assegnava al monastero abruzzese di SanClemente.
|
|
Urbisaglia
a 25 km
|
|
Il Teatro romano addossato alla collina dove sorge il borgo medioevale, mostra un fronte di 104 mt., nel quale sono leggibili tutte le caratteristiche dell'edificio con la scena e la cavea.
L'anfiteatro romano, a pianta ellittica (mt. 96,60x76,40), occupa una superficie di quasi 5.000 mq. Venne costruito in età Flavia (75-76 d.C.) dal Patrono della Colonia di Urbs Salvia, Lucio Flavio Silva Nonio Basso, che lo inaugurò con un combattimento di 40 coppie di giadiatori.
L'area sacrale è costituita da due templi, di cui uno, dedicato alla Dea Salus, Augusta, è circondato da un Criptoportico affrescato con pitture appartenenti al III periodo pompeiano che ne occupano l'intera parete interna.
L'intera area archeologica è delimitata dai poderosi resti delle mura romane, alte in alcuni punti fino a cinque metri, ed interrotte da torri poligonali e porte di accesso alla città
|
|
Macerata
a 35 km
|
|
Lo Sferisterio di Macerata è una struttura teatrale unica nel suo genere architettonico. Secondo i più noti cantanti lirici è il teatro all'aperto con la migliore acustica in Italia.
L' edificio è stato progettato nel 1823 dal poliedrico architetto neoclassico Ireneo Aleandri (progettista, tra l'altro, del viadotto dell'Ariccia e del Teatro Nuovo di Spoleto).
Lo sferisterio deve il suo nome e la sua particolare pianta a segmento di cerchio alla destinazione d'uso originaria, come luogo per il pallone col bracciale.
Ha una capienza massima di circa 2800 persone ed è noto dal 1921 per la stagione lirica estiva chiamata prima "Macerata Opera" e oggi "Sferisterio Opera Festival" |
|
Tolentino
a 27 km
|
|
Entrando nella Basilica di San Nicola ci si trova immersi in un'ambiente di grande spazialità e luminosità: ad aula unica e cappelle laterali. Il primo vero appuntamento è con la cripta: al centro vi è l'altare sopra cui è posta l'urna d'argento contenente le spoglie del Santo
|
|
Recanati
a 86 km
|
|
|
PIAZZUOLA DEL SABATO DEL VILLAGGIO E' il centro in cui la vita e la poesia del Poeta si uniscono ai più significativi riferimenti all'universo poetico leopardiano:
"I fanciulli gridando sulla piazzuola in frotta e qua e là saltando fanno un lieto romore..." (Il sabato del villaggio, vv.24-27)
COLLE DELL'INFINITO E' la sommità del Monte Tabor con l'annesso Convento di Santo Stefano. Si domina un panorama vastissimo che si estende dal Mare Adriatico ai Monti Appennini: "Di quel lontano mar, quei monti azzurri". In questo spazio Leopardi a 21 anni compose L'infinito
CASA DI SILVIA Fra i luoghi che, a Recanati, più di altri ricordano il Poeta vi è la "Casa di Silvia", di fronte al Palazzo Leopardi, in cui viveva Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di Casa Leopardi e musa ispiratrice del famoso canto A Silvia.
|
|
|
Ascoli Piceno
a 51 km
|
|
Ascoli Piceno, Gioiello e vanto della città, salotto pubblico per eccellenza, la piazza è dominata dalle maestose ed imponenti architetture del Palazzo dei Capitani e dalla chiesa di San Francesco, delimitata dalla fastosa prospettiva scenografica degli armonici portici. La splendida piazza ha avuto nel corso dei tempi una parte molto importante nella vita e nella storia della città. Monte Conero |
|
Loreto
a 80 km
|
|
"La Santa Casa di Loreto è il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità" (Giovanni Paolo II). Il Santuario di Loreto conserva infatti, secondo un'antica tradizione, la casa nazaretana della Madonna. |
|
La Sibilla
a 40 km*
|
|
I Sibillini costituiscono un gruppo montuoso nell'Appennino Centrale di grande interesse naturalistico, paesaggistico ed antropico. Lo stesso nome li indica da millenni al centro delle antiche culture religiose legate alla Sibilla Appenninica. Dal Medio Evo giungono ancora vivissime, le leggende ispirate dalla famosa grotta del monte omonimo, che collocano questi monti fatati al centro delle maggiori vie culturali europee. L'intera area tocca più regioni ma la quasi totalità del territorio è compreso tra la Regione Marche e l'Umbria. |
|
Lago di Pilato
a 42 km*
|
|
Lago di origine glaciale caratterizzato da due bacini collegati a forma di occhiale, il livello dell'acqua arriva ad una profondità max di 9 metri circa, lo stesso livello è molto variabile a seconda delle annuali precipitazioni atmosferiche. Nel lago di Pilato (1940 mt) vi è un specie endemica protetta di crostaceo, dal caratteristico colore rosso detta "Chirocefalo del Marchesoni".
|
|
Lago di Fiastra
a 25 km
|
|
Il lago di Fiastra è uno bellissimo lago situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e svolge due azioni di primaria importanza. Innanzi tutto, considerato che è il più grande bacino idroelettrico delle Marche, è facile immaginare che rappresenta una fonte di energia non indifferente. La sua diga ostruisce lo scorrere naturale del fiume Fiastrone affluente del Chienti e, nel 2004, è stato festeggiato il cinquantenario della sua costruzione e di conseguenza della nascita del lago ma c'è da ricordare che il primo abbozzo per la realizzazione della diga, è stato fatto motlo tempo prima, nel 1917. Alcune informazioni: la sua capacità totale di acqua si aggira intorno ai 20 milioni di metri cubi mentre per gli scopi produttivi ci aggiriamo intorno ai 16 milioni di metri cubi. L'altezza della diga, va dagli 82 agli 87 metri mentre il suo sviluppo è di 254 metri.
|
|
Le lame Rosse
a 26 km*
|
|
Le Lame Rosse, nel comune di Fiastra, sono movimenti franosi di arenaria rossa. Le frane e l’erosione originano un vero e proprio canyon con guglie sempre mutevoli ed affascinanti. Il vento infatti modella continuamente il paesaggio, tanto da creare forme e scenari sempre diversi. La guglia più famosa è quella “del gallo”, perchè in punta, vista da un determinato verso, assomiglia al profilo di un gallo. Partendo da Villa per la strada che conduce in cima al monte Petrella, si raggiunge il sentiero da qualcuno ribattezzato “dell’erba viperina”, che conduce alle Lame Rosse e si collega col lago di Fiastra (6,40 km è la distanza complessiva percorribile in 90 minuti di cammino). Lungo il cammino è sempre visibile lo splendido paesaggio della valle del Fiastrone. Il sentiero è abbastanza agevole e facilmente percorribile. |
|
La Grotta dei Frati
a 15 km*
|
|
Cessapalombo-Lungo le gole del Fiastrone, dove il torrente scorre nel fondo di questa vallata, stretta e coperta di fitta vegetazione, si trova la Grotta dei Frati. E’ una spelonca a strapiombo a circa 600 m. s.l.m., che si apre nel fianco di una ripida gola. Durante le invasioni barbariche ha fornito rifugio alla povera gente perseguitata. La grotta, utilizzata dai benedettini di San Romualdo di Santa Maria in Insula, verso la fine del duecento fu lasciata agli Spirituali francescani. E’ un eremo alquanto isolato e quasi inaccessibile; vi si può arrivare solo tramite sentieri, salendo da Montalto o da Monastero, due piccoli abitati del Comune di Cessapalombo.All’interno della grotta c’è una minuscola chiesa conosciuta fin dal 1234 e dedicata a S. Egidio eremita; i Clareni, che vedremo in seguito, la intitolarono a Santa Maria Maddalena e vi scavarono una cisterna in grado di raccogliere l’acqua piovana. La comunità utilizzava l’acqua potabile di una fonte, sita in una grotta laterale, ma in seguito forse un abbassamento della falda acquifera la fece esaurire. Durante il XVI secolo, i frati Cappuccini, con l’appoggio di Caterina Cibo duchessa di Camerino, cercarono di ottenere l’eremo, ma non vi riuscirono. |
|
Due sorelle
a 90 km
|
|
Simbolo della Riviera del Conero, eletta una delle dieci spiagge più belle, suggestive e incontaminate d'Italia, è così denominata per la presenza dei due scogli gemelli che emergono dal mare. Di colore bianchissimo, è composta da ghiaia sassi e scogli. Raggiungibile solo via mare, o percorrendo un sentiero piuttosto difficoltoso che scende dal Monte Conero, si presenta ancora in uno stato selvaggio e incontaminato: nessun tipo di servizio è presente. |
|
Grotte di Frasassi
a 77 km
|
|
Genga-Le grotte di Frasassi sono uno degli spettacoli più suggestivi di questo genere offerti dalla natura. Scoperte nel 1971 da alcuni componenti del Gruppo Speleologico Marchigiano del Club Alpino Italiano di Ancona, sono state aperte al pubblico nel 1974, dopo che venne completato un apposito tunnel lungo 200 metri.
Le dimensioni sono gigantesche, la cavità maggiore, denominata "Abisso di Ancona", è tra le più grandi in Europa e nel mondo, misura 200 metri di altezza, 180 di lunghezza e 120 di larghezza |
calcolo effettuato su viamichelin.it
* le distanze riferite a mete di escursioni sono indicative
|