MAURO MAURELLI

Mauro Maurelli nasce a Roma nel 1940. Un avo ha affrescato la volta della cattedrale di Spello in Umbria e un prozio materno ha scolpito e fuso il bersagliere di Porta Pia a Roma. Alle elementari la direttrice lo chiama ad illustrare il giornalino della scuola.
Di famiglia originaria di Sarnano, dove passa gli anni della prima infanzia, quattordicenne è iniziato alla grafica e alla pittura da Mariano Gavasci, altro zio paterno, fratello del poeta e critico d'arte Gildo, incisore e pittore della “colonia” degli artisti marchigiani a Roma (Luigi Bartolini, Sante Monachesi, Orfeo Tamburi, …).
Dopo le prime collettive studentesche, nel 1959 rappresenta i pittori universitari italiani alla 3° Mostra Internazionale di Ginevra e giovanissimo è invitato a far parte dell'accademia di S. Lucia.
Nel 1961 viene ammesso con due opere alla III Rassegna di Arti Figurative di Roma, Palazzo delle Esposizioni, e alla successiva Quadriennale. Insieme ed Edolo Masci (scandalizzò la sua annunciazione con la Madonna in minigonna), è il più giovane del gruppo degli artisti “romani” della fine degli anni '50 (Guidi, Fantuzzi, Purificato, Omiccioli, Trevisan, Villoresi, Caffè, W. Lazzaro, Anna Salvatore, Novella Parigini…).
Espone in collettive e personali nelle gallerie dell'epoca, che gravitano intorno al “tridente”, cioè le tre strade della capitale, via di Ripetta, via del Corso, via del Babuino, che convergono su piazza del Popolo e tanta arte hanno visto passare nei secoli.

Sono le gallerie Russo in Piazza di Spagna, l'Attico, la galleria Alibert, all'angolo della via omonima con la via Margutta, la “portineria” di Mario Puccini al Corso, la Capannina di Porfidi, dove conosce De Chirico e Guttuso del quale, insieme ad altri studenti “meritevoli” del liceo artistico, ha il “privilegio” di pulire i pennelli nello studio di piazza del Grillo.
E' per Maurelli la fase della scoperta, della sperimentazione e dei ritratti di artisti e letterati, che si dividono tra il caffè Greco, e i caffè Canova (giovani “impegnati”) e Rosati (“conservatori” e consacrati), dove scatta a matita e carboncino le sue istantanee. Lavora anche alla ceramica e alla scultura in terra cotta, in tufo, cemento e gesso armato.
Intanto nel 1963 si laurea in legge con una tesi in sociologia del diritto francese e si iscrive a scienze politiche. Frequenta la scuola del nudo di Margutta. L'anno dopo è a Milano dove, mentre trova un lavoro meno precario, si “infila” nei corsi di incisione di Brera che frequenta di straforo sostituendosi agli studenti assenti (“in quegli anni era un porto di mare!”), poi è a Parigi, dove si sposa, e conosce Massimo Campigli e Gino Severini.Di ritorno a Milano, apre uno studio-laboratorio in Brera, nella “ringhiera” di via Pontaccio al 3, con altri artisti italiani e stranieri, tra cui Fede Cavalli, ticinese, allievadi Oskar Kokoschka, e la greca Vasso Peklari, in un sodalizio durato alcuni anniDa allora, pur partecipando a mostre collettive e personali in Italia, Svizzera, Francia, Spagna e USA, inizia una fase più raccolta e schiva: degli anni '70 è il periodo delle incisioni in acquaforte, linografiche e su plexiglas, che espone alla Galerie Capitaine in bvd. Raspail a Parigi e a La Linotte di Lione, delle tempere di paesaggi bretoni che espone alla Trinitè sur Mer, Quiberon, Locmariaquer.
 

Degli anni '80 sono invece la collaborazione sotto pseudonimo con vignette politico-satiriche ad un mensile milanese, e la intensa e originale avventura dei “labirinti” che inizia alla Gal-leria Pontaccio nel 1976, oggi sparita, e ai quali si dedicherà per un decennio, culminata con la grande esposi-zione interna-zionale alla Permanente di Milano, che Maurelli riassunse nella tela “Omaggio a Joe Tilson”, attualmente in una collezione privata. Dopo un intermezzo “pour nettoyer la pal-ette”, caratteriz-zato dal ritorno a temi più tradizio-nali, quali il ritratto ed il nudo femminile, che peraltro non ave-va mai abbandonato, all'inizio degli anni '90 esplode una nuova e suggestiva idea che esprime nei “telai” (quadres), esposti anche negli spazi della Cascina Roma nel 1996, oggi dispersi in collezioni private. Rappresentazione de “la parte meno nobile del quadro, il grezzo supporto del messaggio pittorico” e cioè il retro della tela, più che un trompe-l'oeil, è una sorta di “mistero ed esilio della visione”. I “telai”di Maurelli sono da una parte la rielaborazione in chiave esistenziale di un tema minore che ha le sue radici nel realismo fiammingo, unitamente, dall'altra, al “divertissement” degli “omaggi” dove i telai sono inseriti in composizioni nello stile dei grandi maestri del '900 (l' “Omaggio a Sironi” è purtoppo andato perduto nell'incendio del palazzo del calzaturificio Bailly in bvd. Sébastopol a Parigi).
Più recente impresa, anche editoriale, le grandi tele, olii e acrilici, da un centinaio di disegni preparatori, sulle storie del burattino più caro a piccoli e grandi di tutto il mondo, conclusa nell'ottobre del 1999 con la mostra al Museo Sala delle Parole e delle Figure di Villa Arcangeli del Parco di Pinocchio su invito della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.
Ultimamente Maurelli ha ripreso un soggetto che non trattava da quasi mezzo secolo: fiori (gli anemoni sono il suo debole), cestini e la serie de “I girasoli”, raccolti in una mostra alla Marina di Porto Antico di Genova in occasione del Tall Ship dell'aprile 2000, ed esposti in permanenza all'Atelier Torraca di Roquebrune Villane, sopra Montecarlo.

Mauro Maurelli vive e lavora a Milano nello studio di
via Giovanni da Procida, 26 tel. 348073159

 
Elenco opere esposte

Sarnano dalla strada di Amandola
Autoritratto
Il poeta Ungaretti al caffè Rosati
Salvatore Quasimodo
Gino Severini
Francis Bacon
Carlo Carrà
Giorgio De Chirico
Carlo Carrà
Louis Aragon
Alberto Moravia
Eugenio Montale
Giorgio Morandi
"El violonchelista" (ritratto di Pablo Casals)
Giuseppe Ungaretti
Jorge Luis Borges
Il Cardinale Ottaviani
Gregorio Sciltian
P. sulla spiaggia di Porto d’Ascoli
La famiglia di Arlecchino
Il commesso viaggiatore (ritr. di E. M.Salerno)
Due figure
La donna in "scatola" (omaggio a R. Bernard)
L’appuntamento
La signora con la farfalla (la "sarnanese")
Venere e la tortorella (omaggio a Tiziano)
Sarnano dallo stadio M. Maurelli
Sarnano d’inverno da S. Agostino
Sarnano visto dalla strada di Amandola
Autoritratto sullo sfondo di Sarnano
Nudo sdraiato di fronte (ritr. di M.P.)
Orfeo Tamburi
Studio per il ritratto di Manzù
Autoritratto col foulard viola
P. prende il thè
I mangiatori di anguria 1
I mangiatori di anguria 2
Priscilla
Dino Buzzati
Autoritratto
Telaio

acrilico e olio su faesite cm 45 x 55 2
olio su tavola cm 36 x 52
olio su tavola cm 27,5 x 35,5
olio su cartone intelato cm 30 x 40
olio su tavola cm 40 x 46
olio su faesite cm 35 x 43
olio su tavola cm 38 x 50
olio su faesite cm 37 x 45
olio su tavola cm 45 x 45
olio su tavola cm 45 x 45
olio su faesite cm 37 x 50
olio su tavola cm 37 x 50
olio su faesite cm 35 x 48
olio su tavola cm 50 x 61 1
olio su tavola cm 50 x 50
olio su faesite cm 45 x 52
olio su tavola e collage cm 20 x 40
olio su tavola cm 26 x 46
olio su tela cm 50 x 40
olio su tela cm 120 x 100
olio su tela cm 120 x 100 19
acrilico e olio su tela cm 100 x 120
acr. e olio su tela cm 100 x 120 19
acr. e olio su tela cm 100 x 120
acrilico e olio su tavola cm 92,5 x 105 2
acr. e olio su cementina e faes. cm 100 x 70
acrilico e olio su faesite cm 88 x 68 98/9
olio su faesite cm 68 x 88 20
acrilico e olio su faesite cm 73 x 87
acrilico e olio su faesite cm 52 x 62
acrilico e olio su faesite cm 84 x 102
olio su faesite cm 50 x 70
olio su faesite cm 60 x 50
acrilico e olio su faesite cm 48 x 64
olio su tela cm 60 x 80
acrilico e olio su faesite cm 50 x 40
acrilico e olio su faesite cm 50 x 40
ementina sabbia e olio su faesite cm 51 x 72
olio su tela cm 70 x 100
olio su cartone intelato cm 40 x 50
2003
1961
1962
1962
1963
1970
1960
1963
1968
1971
1986
1971
1963
1978
1962/9
1978
1959
1974
2004
1992
1992
1991
1991
1991
2002
2002
98/99/01
2001
2004
2002
2002
1971
1970
1995
2003
1996
1996
1998
1971
1962